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L’Europa nel mirino di Washington
Era inevitabile che l’amministrazione Trump prima o poi regolasse i conti con l’Europa. Washington sta valutando l’imposizione di un dazio del 25% sulle importazioni europee. Sorprendentemente, l’euro si è comunque rafforzato rispetto al dollaro la scorsa settimana. Le ragioni di questa resilienza vanno cercate nel mercato azionario: gli ingenti afflussi di capitali verso le borse europee, attualmente molto sottovalutate rispetto a quelle statunitensi, stanno sostenendo la moneta unica. Ma quanto potrà durare questa situazione?
EUR/USD
Massimo: 1,0533 Minimo: 1,0211 Variazione: -0,49%
L’euro continua a beneficiare dei flussi di capitale verso le azioni europee, una tendenza in atto dall’inizio dell’anno. Le consistenti vendite di azioni statunitensi, considerate sopravvalutate, stanno favorendo i mercati europei scontati, sostenendo strutturalmente il cambio EUR/USD. Nel medio termine, anche l’aumento dei rendimenti obbligazionari in Europa potrebbe rafforzare la moneta unica, ma al momento questo fattore non sembra avere un impatto evidente sul cambio.
EUR/GBP
Massimo: 0,8425 Minimo: 0,8252 Variazione: -1,67%
Dopo che i redditi medi (compresi i bonus) nel Regno Unito sono aumentati del 6%, il mercato prevede un atteggiamento più prudente della Banca d’Inghilterra nei tagli ai tassi d’interesse, favorendo la sterlina. Tuttavia, nel lungo periodo la valuta britannica potrebbe restare molto volatile. Il 26 marzo, il Cancelliere dello Scacchiere britannico presenterà un aggiornamento sulla spesa pubblica che potrebbe generare picchi di volatilità sugli asset denominati in sterline. Massima attenzione.
GBP/USD
Massimo: 1,2692 Minimo: 1,2248 Variazione: +1,40%
La volatilità resta elevata. Dall’inizio dell’anno, il cambio GBP/USD ha registrato variazioni giornaliere superiori all’1% in oltre metà delle sessioni di trading, rispetto a meno del 20% delle sedute nel 2024. Un tale livello di volatilità tra le valute principali è insolito e potrebbe ripercuotersi su altri mercati, a partire dalle borse. Situazione da tenere monitorata.
EUR/CNH
Massimo: 7,6332 Minimo: 7,5171 Variazione: +0,29%
Il differenziale dei tassi d’interesse favorisce il dollaro australiano nel medio termine. Tuttavia, anche l’Australia, come altri partner commerciali degli Stati Uniti, potrebbe essere colpita da nuove misure protezionistiche, non ancora prezzate dai mercati. Questo potrebbe innescare un nuovo aumento della volatilità.
EUR/CHF
Massimo: 0,9518 Minimo: 0,9362 Variazione: -0,49%
Riteniamo che la Banca Nazionale Svizzera sarà costretta a svalutare significativamente il franco svizzero, sia attraverso interventi diretti sul mercato valutario sia con ulteriori tagli ai tassi. Al momento, l’ipotesi di tassi negativi non è certa e sembra essere stata scartata dalle autorità elvetiche.
EUR/CAD
Massimo: 1,5173 Minimo: 1,4743 Variazione: -0,04%
Riteniamo che la Banca Nazionale Svizzera sarà costretta a svalutare significativamente il franco svizzero, sia attraverso interventi diretti sul mercato valutario sia con ulteriori tagli ai tassi. Al momento, l’ipotesi di tassi negativi non è certa e sembra essere stata scartata dalle autorità elvetiche.
EUR/AUD
Massimo: 1,6791 Minimo: 1,6358 Variazione: -0,62%
Il differenziale dei tassi d’interesse favorisce il dollaro australiano nel medio termine. Tuttavia, anche l’Australia, come altri partner commerciali degli Stati Uniti, potrebbe essere colpita da nuove misure protezionistiche, non ancora prezzate dai mercati. Questo potrebbe innescare un nuovo aumento della volatilità.
EUR/JPY
Massimo: 163,46 Minimo: 155,88 Variazione: -2,41%
I trader sono ottimisti riguardo a un possibile rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone, previsto per l’estate. Il mercato dei contratti swap prevede un aumento di 21 punti base, il che implica un rialzo di 25 punti base a luglio, portando il tasso di riferimento allo 0,75%. Questo sostiene temporaneamente lo yen.
EUR/HUF
Massimo: 409,42 Minimo: 398,90 Variazione: -1,84%
Nessun cambiamento di politica monetaria in vista per l’Ungheria. A febbraio, il comitato monetario ha segnalato rischi inflazionistici, suggerendo che i tassi non subiranno variazioni nel breve termine. Tuttavia, l’ondata di acquisti di fiorini ungheresi sta perdendo slancio e non ci sorprenderemmo se il fiorino subisse una leggera correzione a marzo.
USD/HUF
Massimo: 400,71 Minimo: 380,50 Variazione: -1,70%
Il calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi sta indebolendo il dollaro. Il 26 febbraio, il rendimento del decennale USA è sceso al 4,32%, il livello più basso da dicembre. Questo fenomeno spiega in parte la debolezza del biglietto verde, anche nei confronti del fiorino ungherese. Tuttavia, non è chiaro se questa tendenza sia destinata a durare.
Calendario Economico
DATA | VALUTA | EVENTO |
03/03 | EUR |
Inflazione di febbraio |
04/03 | CAD |
Possibile dazio USA su tutte le importazioni canadesi |
06/03 | EUR |
Riunione della banca centrale |
07/03 |
USD |
Dati sull’occupazione di febbraio |
12/03 | CAD |
Dati sull’occupazione di febbraio |
12/03 | USD |
Dati sull’occupazione di febbraio |
19/03 | JPY |
Dati sull’occupazione di febbraio |
19/03 | USD |
Dati sull’occupazione di febbraio |
25/03 | HUF |
Dati sull’occupazione di febbraio |
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